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È ora di mandare in pensione i “test speciali” per il dolore alla spalla associato alla cuffia dei rotatori

📌I pazienti con dolore alla spalla correlato alla cuffia dei rotatori tipicamente si presentano con una spalla dolorosa e debole, più comunemente nella rotazione esterna e / o nell’abduzione.

📌I medici spesso utilizzano test di valutazione ortopedici per confermare le diagnosi e supportare il processo decisionale. Vengono utilizzati più di 70 test di spalla 4 per identificare patologia del labbro, della cuffia dei rotatori, del tendine del bicipite, dell’articolazione acromioclaveare, instabilità, impingement subacromiale e discinesia scapolare.

📌Sfortunatamente, i “test speciali” progettati per identificare il dolore correlato alla cuffia dei rotatori si basano sul presupposto che con il test può essere isolata una specifica struttura, e che il dolore riprodotto con il test proviene dalla struttura testata.

😫Ci stiamo prendendo in giro se pensiamo di isolare strutture specifiche della spalla?

☝️Ad esempio, si presume che il “test della lattina vuota” sia in grado di isolare il muscolo e il tendine del sopraspinato. Se il dolore alla spalla del paziente viene riprodotto con il test, il colpevole deve essere il sovraspinato?

🔬La dissezione anatomica e le indagini istologiche evidenziano la natura intrecciata dei tendini della cuffia dei rotatori e la loro intima relazione con la capsula, i legamenti e la borsa.

🤔Come ci si può aspettare di isolare un singolo muscolo e tendine della cuffia dei rotatori da un gruppo di strutture correlate e intrecciate usando un test sulle spalle?

☝️E’ chiaro che il “test della lattina vuota” non può isolare il sovraspinato: durante il test della lattina vuota sono attivi 9 muscoli della spalla.

☝️Quindi associare il dolore a una struttura specifica durante la valutazione della spalla manca di credibilità.

📚📖Le attuali evidenze mettono in discussione l’utilità clinica dei test ortopedici di spalla per il dolore correlato alla cuffia dei rotatori e mettono in discussione il loro utilizzo.

💡Pertanto i test non dovrebbero essere più utilizzati per informare i pazienti sulla origine dei loro sintomi sia nelle pratiche chirurgiche che non chirurgiche. Continuare a fare affidamento su risultati di test “speciali” e sull’imaging su cui basare le raccomandazioni per procedure invasive, come iniezioni o interventi chirurgici non è più una pratica accettabile.

💡Per creare e condividere un’ipotesi di lavoro dovrebbero essere utilizzati una anamnesi e un esame clinico completo completo senza la necessità di test “speciali”.

💡All’anamnesi dovrebbero essere valutati l’evoluzione dei sintomi, le modifiche dell’entità dei carichi, l’impatto dei sintomi sull’individuo, le sue convinzioni e aspettative e le attività più importanti a cui il paziente desidera tornare, i fattori psicosociali, i fattori dello stile di vita, i livelli di attività attuali, i farmaci e gli integratori utilizzati

💡Vanno inoltre considerate le comorbidità, i fattori di rischio, e le “bandiere rosse”.

💡Dovrebbero essere utilizzati questionari sulle disabilità funzionali.

💡All’ esame obiettivo va eseguito uno screening neurologico, deve essere eseguita una valutazione bilaterale degli archi di movimento (attivo e passivo), della forza, della risposta al carico sulle unità muscolo-tendinee, e va valutare la funzione degli arti inferiori. Va escluso per quanto possibile il dolore riferito.

💡In base a queste valutazioni è necessario informare il paziente sulla sua condizione e sulle opzioni di trattamento, intraprendere un processo decisionale condiviso che consideri danni, benefici e requisiti delle opzioni di trattamento, ed infine mirare a incoraggiare trattamenti a basso rischio e ad alto valore di evidenza sia per l’individuo che per la sostenibilità delle prestazioni sanitarie.

https://www.jospt.org/doi/abs/10.2519/jospt.2020.0606

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